martedì 30 giugno 2015

Raf e il nuovo album 'Sono io': "Basta esseri umani trattati come numeri, Sanremo ormai è un talent"

«Spesso gli esseri umani sono come numeri, basti pensare alle persone che scappano dalle guerre e una volta arrivati qui vengono trattati in modo discutibile». È anche questo uno dei pensieri che Raf ha messo nel nuovo album, Sono io, con il quale in cantautore parla di quello che si vede attorno, ma anche di sé stesso in modo diretto.
 


Il nuovo capitolo discografico, frutto di due anni e mezzo di lavoro e registrato tra gli Stati Uniti, dove Raf ha passato diverso tempo con la famiglia, e l'Italia, arriva a quattro anni dal precedente capitolo e in scaletta propone 11 nuove canzoni.
Tra i titoli ci sono anche Come una favola e la cover di Massimo Ranieri Rose rosse dedicata all'amico e mentore Giancarlo Bigazzi, entrambe presentate allo scorso Sanremo, oltre al nuovo singolo Rimani tu. Nelle prossime settimane il cantautore tornerà in tour e presenterà il nuovo album anche con una serie di instore. 
Raf, questo nuovo lavoro suona più autobiografico del solito. È così?
«Non avevo mai parlato così in prima persona. Molti finiscono per conoscerti attraverso le tue canzoni ma non ti capiscono veramente, quindi questa volta ho avuto voglia di dire due cose su me stesso». 
Questo lavoro è anche quello che ti riporta in scena dopo un Festival di Sanremo ti ha dato qualche problema...
«Sanremo mi ha portato sempre sfortuna. Quest'anno non mi hanno votato gli otto esperti, che per me non hanno capito il brano, oppure hanno votato solo la performance negativa a causa della bronchite, come se ci trovassimo a un talent show». 
Cosa ne pensi della realtà dei talent?
«Hanno modificato la creatività musicale. Essere fuori da questo sistema complica la faccenda, ci sono poche possibilità per i giovani di farsi conoscere e la creatività viene veicolata da gruppi di lavoro dedicati a interpreti». 
Cosa significa per te, oggi, scrivere una canzone?
«Significa sperimentare anche con suoni che arrivano da altri generi come il jazz o la dance. Cerco di fare tutto da solo e suonare più che posso».

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