mercoledì 20 gennaio 2016

Glenn Frey, senza la sua voce e la sua chitarra ora gli Eagles non volano più

Ora che la sua voce morbida e la sua chitarra gentile hanno smesso di risuonare, la West Coast è un po' meno assolata. 
Glenn Frey, l'eterno ragazzo che sognava la California, se n'è andato anche lui, in questo tremendo gennaio che ci ha già reso orfani di David Bowie. 


A 67 anni, il fondatore degli Eagles si è spento a Los Angeles, stroncato da un mix letale di polmonite, artrite reumatoide, colite ulcerosa e postumi di un'operazione all'intestino.  
Insieme al batterista Don Henley, Frey è stato l'anima di una delle leggende del rock americano. Dai languori country degli esordi ai memorabili fraseggi di chitarra di Hotel California, passando per le magiche armonie vocali di One Of These Nights, l'avventura delle Aquile californiane ha segnato l'immaginario di una generazione intera.  
Frey ne incarnava lo spirito più riflessivo e malinconico, quello di ballate semplici eppure struggenti come Take It Easy, Peaceful Easy Feeling, Desperado, Tequila Sunrise. «Riposa in pace, fratello mio. Hai fatto quello per cui ti eri messo in viaggio», lo ha salutato Henley. Ma senza di lui le Aquile non voleranno più. 

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