giovedì 28 luglio 2016

Sting incanta Roma con i suoi più grandi classici: show all'Auditorium

Message in a Bottle, Fields of Gold, Every Breath you take. Un pezzo di storia della musica rock ha fatto tappa stasera a Roma. Sting ha portato il suo Back to Bass Tour all'Auditorium Parco della Musica per la prima delle tre date italiane (domani sarà a Firenze, venerdì ad Assago). «Sono felice di essere qui. 


È passato tanto tempo», ha detto l'artista inglese in perfetto italiano salutando il pubblico che ha riempito la Cavea (del resto da anni ha preso casa e tenuta agricola in Toscana) e intonando «una vecchia canzone», Mad about you.
In attesa di ascoltare i brani del nuovo album di inediti, che come ha annunciato sui social lo stesso Sting uscirà a novembre con il titolo di "57th & 9th" (dal nome delle strade che attraversa tutti i giorni per andare in studio di registrazione), protagonisti dello spettacolo sono stati i tanti capolavori del suo repertorio: un salto nel passato, dai vecchi successi dei Police alle canzoni più recenti firmate dal solo Sting, più un omaggio ai Genesis e a Peter Gabriel, con il quale ha appena concluso il tour mondiale Rock Paper Scissors. «Abbiamo appena finito ma già mi manca, così canto una sua canzone», spiega prima di attaccare con Shock the Monkey e poco dopo con Dancing with the moonlit Knight in medley con il grande classico dei Police Message in a bottle. 
Ma dall'album dei ricordi sono tante le canzoni che infiammano il pubblico, in un concerto che già ha qualche anno alle spalle e parecchie decine di date, ma che nonostante questo continua a non perdere smalto. Merito di Sting, che a 66 anni - e oltre che a fare il musicista si è divertito a fare l'attore, lo scrittore e il produttore di vino - ancora si permette di saltare alla fine di quasi ogni canzone, e merito della sua band. E allora ecco spuntare qua e là "Every Little Thing She Does Is Magic", "Englishman in New York", "So Lonely", "Desert Rose", "Shape my heart" che hanno fatto la fortuna dei Police e quella di Sting solista a partire dal 1989. È la sua storia, ma è la storia di ognuno di noi. Ognuno dei brani che scivola via è la colonna sonora di un momento o di una vita. «Roma arrivederci», saluta alla fine Sting, dopo avere regalato tra i bis Desert Rose, Next to you e Fragile e quasi due di musica. Ad aprire il concerto è stato Joe Sumner, cantautore, band leader, nonché figlio del musicista.

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