lunedì 13 marzo 2017

Fedez e J-Ax infiammano Torino nella prima data del tour

Parte col botto la prima data del tour del duo Fedez e J-Ax, "Comunisti col rolex" in un PalaAlpitur di Torino sold out. Lo show comincia sulle note di "Bella Ciao", al pianoforte un inatteso Paolo Jannacci. E poi è spettacolo per due ore e mezza non stop. Oltre una trentina le canzoni in scaletta, tra le hits a due e quelle dei repertori personali. Fra il pubblico Chiara Ferragni, ma anche Andrea Agnelli e i calciatori bianconeri Andrea Barzagli e Marco Sturaro...


Un palco con una scenografia a piramide, a rappresentare proprio l’ascesa dal basso, di cui parla il disco, i fan in delirio.
Dopo Jannacci entra la band a ritmo di marcia e parte la scaletta, da 'Musica del cazzo' a 'Vorrei ma non posto', attraverso 'Piccole cose', 'Amore eternit', 'Domani smetto' e gran parte degli altri titoli più conosciuti dei due, compreso un medley al sapore di Green Day e Blink 182, tra 'Olivia Oil' e 'When I Come Around', 'American Idiot' e 'Fabrizio Fa Brutto', oltre a 'All The Small Things' assieme a 'Non c'e' Due Senza Trash'.
Un'energia contagiosa ed è soprattutto J-Ax a trainare, da vero animale da palcoscenico navigato dopo anni di tour, Fedez, che impugna persino la chitarra, lo segue faticando un po' e pagando la minore esperienza di live. Ma forse la giovane età e l'incoscienza lo spingono a compiere un'impresa rischiosa: all'interno di una enorme palla trasparente, Fedez si lancia sul pubblico e ci cammina sopra in lungo e in largo. Quando riesce a ritornare sul palco, J-Ax ridendo gli dice: "Ti ho visto male".
Siparietto a sorpresa quando dal pubblico una persona urla e si lamenta e J-Ax lo invita a salire sul palco. "Siete il problema di questo Paese - dice il ragazzo - sono uno studente lavoratore, voi siete dei miracolati". A quel punto il giovane parte con un monologo dove accusa i due di essere dei "poppettari venduti", se la prende con J-Ax per la sua presenza ad 'Amici' di Maria De Filippi, con Fedez per la sua relazione con Chiara Ferragni, per i tatuaggi e per l'impegno con l'Unicef in Libano. "Vi vorrei dire un ultima cosa - conclude - facciamo un selfie?". Naturalmente era tutto preparato a simboleggiare le critiche che i due ricevono dagli haters sui social network. "Avevamo l'esigenza - spiegano i rapper - di rispondere alle critiche sterili nate da articoli, da dichiarazioni di altri artisti, da commenti sui social. Questo era l'unico modo carino per rispondere senza fare retorica".
Diciannove le le altre date live organizzate nei palasport d'Italia, con due appuntamenti a Roma (uno esaurito) e quattro a Milano (tre esauriti)e un concerto-evento di chiusura all’Arena di Verona il 6 maggio.

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